Restauro del Mulino
L'edificio probabilmente già esistente nel 1400 come accertato dalle ricerche svolte dell'Archivio Comunale Memoria Locale di Mandello è composto da un muro di sostegno costituito da muratura in pietrame con prevalenza di ciottoli direttamente prelevati dal greto del vicino fiume "Meria".
I ciottoli sono legati da malta a base di “calce selvatica”, ovvero una calce realizzata mediante cottura di calcari impuri, all’interno di particolari forni circolari a fossa seminterrati:
una calce di produzione locale che veniva addizionata ad elementi terrosi per realizzarne la malta.
Sono ancora visibili strutture miste in legno e pietra per gli orizzontamenti; questo ultimo sistema misto, spesso risulta quello più adottato durante il Settecento, e l’Ottocento, in particolare per la realizzazione di ampliamenti ed espansioni divenute necessarie, poiché di più immediata realizzazione. In questo caso, l’ampliamento segue alla rinnovata esigenza di spazi più flessibili, che non sempre si identificano con locali chiusi, e quindi assumono forma di spazi tipici dell’abitazione rurale (portici e anditi coperti).
Sono ancora visibili strutture miste in legno e pietra per gli orizzontamenti; questo ultimo sistema misto, spesso risulta quello più adottato durante il Settecento, e l’Ottocento, in particolare per la realizzazione di ampliamenti ed espansioni divenute necessarie, poiché di più immediata realizzazione. In questo caso, l’ampliamento segue alla rinnovata esigenza di spazi più flessibili, che non sempre si identificano con locali chiusi, e quindi assumono forma di spazi tipici dell’abitazione rurale (portici e anditi coperti).
Dismesso nel 1940 il mulino fu adibito a legnaia ed il pavimento in terra e sassi fu ricoperto alla meglio con “piotte di Moltrasio”(un tipo di roccia sedimentaria) sopra le quali venne gettato un leggero strato di calce. Durante le fasi di pulizia, rimuovendo la calce abbiamo scoperto una cosa straordinaria, sotto quello strato di pochi millimetri si nascondevano adagiate sul pavimento tutte le antiche macine!
Alcune purtroppo volutamente rotte altre invece completamente integre. Dopo una attenta pulizia abbiamo potuto analizzare la struttura e la conformazione del sasso e si può affermare che quelle ritrovate sono sicuramente le prime macine del mulino quelle che giravano per mezzo di due ruote in legno e che hanno lavorato tra il 1836 e il 1890 anno in cui per stare al passo con i tempi Dazio Ripamonti volle cambiare tutta la struttura installando un unica ruota in ferro alta sei metri e aggiornando completamente la parte molitoria.
Con la dovuta cautela è stato attentamente rimosso lo strato di calce sia sopra che attorno e sono state liberate le prime due macine una fissa (dormiente) ed una mobile facenti parte dello stesso palmento (coppia di macine).Alcune purtroppo volutamente rotte altre invece completamente integre. Dopo una attenta pulizia abbiamo potuto analizzare la struttura e la conformazione del sasso e si può affermare che quelle ritrovate sono sicuramente le prime macine del mulino quelle che giravano per mezzo di due ruote in legno e che hanno lavorato tra il 1836 e il 1890 anno in cui per stare al passo con i tempi Dazio Ripamonti volle cambiare tutta la struttura installando un unica ruota in ferro alta sei metri e aggiornando completamente la parte molitoria.
Riposizionamento delle macine
La macina dormiente in granito dal peso di circa 470 Kg è stata riposizionata sul castello in legno dopo quasi 100 anni di permanenza sotto il pavimento.Per ragioni logistiche abbiamo dovuto eseguire l'operazione utilizzando la stessa tecnica di allora :
un argano e la forza delle braccia poi facendola scorrere su degli assi è stata posizionata con estrema cura e precisione nel punto in cui giaceva nel lontano 1863.
Anche la macina mobile dal peso di circa 380 Kg è stata riposizionata nella sua collocazione originale sopra la mola utilizzando la stessa tecnica.
Alla ricerca di particolari originali
Un fedele restauro richiede uno studio approfondito dei documenti storici e una continua ricerca di tecniche e di materiali il più possibile fedeli all’originale e naturalmente tanta pazienza.
Un attento e meticoloso lavoro di pulizia è stato eseguito sull'antico albero di trasmissione con annesso lubecchio e lanterna, tutti i componenti sono stati smontati, e le parti ammalorate sostiuite.
Un attento e meticoloso lavoro di pulizia è stato eseguito sull'antico albero di trasmissione con annesso lubecchio e lanterna, tutti i componenti sono stati smontati, e le parti ammalorate sostiuite.
Operazioni che ha richiesto molta attenzione a causa della fragilità dei componenti.


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