Conosciamo le Farine
Le farine integrali ricche di germe e crusca sono le uniche che corrispondono al tipo che per secoli ha alimentato l'umanità.
Il ritmo è molto importante nella vita dell'essere umano.....
...il ritmo del respiro il ritmo del battito del cuore quindi anche per ottenere una farina viva bisogna seguire un ritmo nella macinatura naturale cioè non troppo violento.
Purtroppo le macinazioni moderne industriali sono molto veloci ed utilizzano cilindri che girano alla velocità di 300-350 giri il minuto (contro gli 80-100 dei mulini con macina a pietra) questo provoca un danno alla farina togliendo parte della sua forza nutritiva, ossidando preziosi elementi e depauperando le farine estromettendo il prezioso germe e le parti esterne del chicco.
Le migliori farine per la nostra salute erano e debbono ancora essere quelle totalmente integrali macinate a pietra, solo così si ottiene un prodotto completo ricco di fibre puliscono l'intestino dalle tossine e dal colesterolo, svolgendo anche un'azione regolatrice sull'assorbimento dei glucidi e sul transito intestinale.
In ragione di queste qualità le fibre vegetali hanno anche un‘azione profilattica sul diabete e sulle malattie intestinali.
Impariamo ad utilizzare la farina macinata a pietra....
con questo procedimento il chicco rimane interamente nella farina che esce dalla macina e la crusca non viene separata durante la fase di macinatura riuscendo così a preservare le proprietà lipidovitaminiche della farina stessa, grazie alla ridotta velocità di macinazione che ne evita il surriscaldamento.Inoltre, con il processo di molitura a pietra si preserva anche il germe del grano, contenente sostanze proteiche particolarmente preziose, che con i processi di raffinatura industriali andrebbe invece eliminato preservando solo la frazione amidacea, povera di vitamine e proteine."
E' conoscenza popolare che la farina macinata a pietra sia molto più saporita ricca e digeribile. La differenza è ancora piu' sensibile quando si macinano cereali di elevata qualità poichè proprio nel germe, che questo tipo di macinazione riesce a conservare, è contenuta la parte più nobile e saporita del seme.
Il vecchio mulino a pietra permette di ottenere l'apertura di buona parte dello strato aleuronico, impregnando la farina con l'olio di germe, cosa che invece non avviene con la moderna macinazione a cilindri.
Perché si è passati all'uso di farine bianche raffinate?
è sicuramente una questione storico-culturale-economica la causa scatenante l’esasperazione di questa tendenza di fare farina non utilizzando tutte le parti del chicco.
A partire dal dopoguerra si è passati dalla produzione e consumo di farine integrali o semi-integrali al consumo e produzione di farine raffinate per un simpatico giochino di coincidenze che si sono rafforzate a vicenda.
- Prima coincidenza: il progresso nelle tecniche di coltivazione del grano, che ha comportato aumento dell’uso di fertilizzanti e concimi chimici (oltre che maggiore meccanizzazione) e ha costretto a “regolare” la macinazione eliminando per sicurezza le parti esterne del chicco che potrebbero contenerne pesticidi.
- Seconda coincidenza: il progresso tecnologico che ha consentito il perfezionamento delle tecniche di macinazione del grano e della sua trasformazione in farina.
- Terza coincidenza: l’incremento demografico e dei consumi, che nel settore alimentare si sono tradotti nella necessità di mettere sul mercato quantità sempre più elevate di cibi a prezzi sempre minori: in sostanza l’industria alimentare ha dovuto adoperarsi per fornire “cibo per tutti, a basso costo” e quindi ragionare in termini di convenienza, più che di bontà organolettica e nutrizionale, nella scelta della materia prima.
- Quarta coincidenza: il cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari degli italiani: il consumismo, l’introduzione dei nuovi elettrodomestici (frigo, forni, ecc), la necessità psicologica di dimenticare i tempi di miseria e tutto ciò che ne era simbolo (ad es. la farina “scura”/integrale) e di godere finalmente di tutte le comodità offerte dal progresso tecnologico (materie prime e cibi industriali compresi) hanno cambiato il modo di fare cucina e stare a tavola a favore di uno stile “sempre più fast e meno slow”, in cui il cibo preparato dall’industria alimentare è re della credenza, quale soluzione che soddisfa tutte le esigenze.
- Quinta coincidenza, che ha fatto da “cerniera” e da motore/incentivo per tutte: la crescita della domanda ed il boom dell’industria alimentare, che ha trovato nella farina bianca/raffinata la materia prima che assicurava:
● un’ampia disponibilità di approvvigionamento,
● la risposta immediata al desiderio del consumatore finale di cambiare vita e alimentazione e nutrirsi dei frutti del progresso,
● un’ottimo argomento di marketing per trasformare tale desiderio in necessità e consolidare il successo delle vendite (lo stereotipo farina bianca = prodotto più pulito e più facile da digerire, seppur infondato, ha funzionato…),
● la convenienza economica e l’efficacia sia nella velocizzazione e aumento della produttività del processo, sia nel perfezionamento e standardizzazione del prodotto finito: farine sempre più specifiche e sempre più facili da utilizzare hanno consentito di semplificare ed accorciare i tempi di lavorazione e assicurare l’ottimizzazione e la costanza delle caratteristiche organolettiche del prodotto finito, senza dover avvalersi di addetti altamente specializzati.
Come faccio a sapere quale tipo di farina sto comperando?
La cosa migliore è chiedere i dettagli di composizione al Molino perchè può fornire la specifica di quante e quali parti del chicco sono presenti nello sfarinato.
Altrimenti si cerca la classificazione di legge scritta sul sacco ovvero i famosi numeri 00, 0, 1, 2, ed "integrale".
Questi numeri indicano quanta (e solo quanta) porzione di strati esterni del chicco è diventata farina (il cd. tenore in ceneri): più elevato è il numero, più scura e ricca di elementi nutritivi è la farina.
La macinazione a cilindri è il sistema di macinazione industriale più diffuso.
Consiste nel polverizzare il grano, privato delle parti non commestibili e del germe, facendolo passare per una serie di cilindri rigati o lisci che spogliano il chicco strato per strato, in modo graduale, fino ad arrivare alla parte centrale amidacea.
Ad ogni passaggio di macinazione si ottiene uno sfarinato composto essenzialmente dallo strato del chicco che è stato levato.
Quando si arriva a macinare il cuore del chicco si ottiene la farina 00, la più raffinata.
Per ottenere una farina di tipo 0 o 1 o 2 o integrale si miscelano vari passaggi di macinazione in modo da ottenere il tenore in ceneri stabilito dalla legge.
Grani & Mais .....antichi...
Il ritmo è molto importante nella vita dell'essere umano.....
...il ritmo del respiro il ritmo del battito del cuore quindi anche per ottenere una farina viva bisogna seguire un ritmo nella macinatura naturale cioè non troppo violento.
Purtroppo le macinazioni moderne industriali sono molto veloci ed utilizzano cilindri che girano alla velocità di 300-350 giri il minuto (contro gli 80-100 dei mulini con macina a pietra) questo provoca un danno alla farina togliendo parte della sua forza nutritiva, ossidando preziosi elementi e depauperando le farine estromettendo il prezioso germe e le parti esterne del chicco.
Le migliori farine per la nostra salute erano e debbono ancora essere quelle totalmente integrali macinate a pietra, solo così si ottiene un prodotto completo ricco di fibre puliscono l'intestino dalle tossine e dal colesterolo, svolgendo anche un'azione regolatrice sull'assorbimento dei glucidi e sul transito intestinale.
In ragione di queste qualità le fibre vegetali hanno anche un‘azione profilattica sul diabete e sulle malattie intestinali.
Impariamo ad utilizzare la farina macinata a pietra....
con questo procedimento il chicco rimane interamente nella farina che esce dalla macina e la crusca non viene separata durante la fase di macinatura riuscendo così a preservare le proprietà lipidovitaminiche della farina stessa, grazie alla ridotta velocità di macinazione che ne evita il surriscaldamento.Inoltre, con il processo di molitura a pietra si preserva anche il germe del grano, contenente sostanze proteiche particolarmente preziose, che con i processi di raffinatura industriali andrebbe invece eliminato preservando solo la frazione amidacea, povera di vitamine e proteine."
Il vecchio mulino a pietra permette di ottenere l'apertura di buona parte dello strato aleuronico, impregnando la farina con l'olio di germe, cosa che invece non avviene con la moderna macinazione a cilindri.
Perché si è passati all'uso di farine bianche raffinate?
è sicuramente una questione storico-culturale-economica la causa scatenante l’esasperazione di questa tendenza di fare farina non utilizzando tutte le parti del chicco.A partire dal dopoguerra si è passati dalla produzione e consumo di farine integrali o semi-integrali al consumo e produzione di farine raffinate per un simpatico giochino di coincidenze che si sono rafforzate a vicenda.
- Prima coincidenza: il progresso nelle tecniche di coltivazione del grano, che ha comportato aumento dell’uso di fertilizzanti e concimi chimici (oltre che maggiore meccanizzazione) e ha costretto a “regolare” la macinazione eliminando per sicurezza le parti esterne del chicco che potrebbero contenerne pesticidi.
- Seconda coincidenza: il progresso tecnologico che ha consentito il perfezionamento delle tecniche di macinazione del grano e della sua trasformazione in farina.
- Terza coincidenza: l’incremento demografico e dei consumi, che nel settore alimentare si sono tradotti nella necessità di mettere sul mercato quantità sempre più elevate di cibi a prezzi sempre minori: in sostanza l’industria alimentare ha dovuto adoperarsi per fornire “cibo per tutti, a basso costo” e quindi ragionare in termini di convenienza, più che di bontà organolettica e nutrizionale, nella scelta della materia prima.
- Quarta coincidenza: il cambiamento dello stile di vita e delle abitudini alimentari degli italiani: il consumismo, l’introduzione dei nuovi elettrodomestici (frigo, forni, ecc), la necessità psicologica di dimenticare i tempi di miseria e tutto ciò che ne era simbolo (ad es. la farina “scura”/integrale) e di godere finalmente di tutte le comodità offerte dal progresso tecnologico (materie prime e cibi industriali compresi) hanno cambiato il modo di fare cucina e stare a tavola a favore di uno stile “sempre più fast e meno slow”, in cui il cibo preparato dall’industria alimentare è re della credenza, quale soluzione che soddisfa tutte le esigenze.
- Quinta coincidenza, che ha fatto da “cerniera” e da motore/incentivo per tutte: la crescita della domanda ed il boom dell’industria alimentare, che ha trovato nella farina bianca/raffinata la materia prima che assicurava:
● la risposta immediata al desiderio del consumatore finale di cambiare vita e alimentazione e nutrirsi dei frutti del progresso,
● un’ottimo argomento di marketing per trasformare tale desiderio in necessità e consolidare il successo delle vendite (lo stereotipo farina bianca = prodotto più pulito e più facile da digerire, seppur infondato, ha funzionato…),
● la convenienza economica e l’efficacia sia nella velocizzazione e aumento della produttività del processo, sia nel perfezionamento e standardizzazione del prodotto finito: farine sempre più specifiche e sempre più facili da utilizzare hanno consentito di semplificare ed accorciare i tempi di lavorazione e assicurare l’ottimizzazione e la costanza delle caratteristiche organolettiche del prodotto finito, senza dover avvalersi di addetti altamente specializzati.
Come faccio a sapere quale tipo di farina sto comperando?
La cosa migliore è chiedere i dettagli di composizione al Molino perchè può fornire la specifica di quante e quali parti del chicco sono presenti nello sfarinato.
Altrimenti si cerca la classificazione di legge scritta sul sacco ovvero i famosi numeri 00, 0, 1, 2, ed "integrale".
Questi numeri indicano quanta (e solo quanta) porzione di strati esterni del chicco è diventata farina (il cd. tenore in ceneri): più elevato è il numero, più scura e ricca di elementi nutritivi è la farina.
La macinazione a cilindri è il sistema di macinazione industriale più diffuso.
Consiste nel polverizzare il grano, privato delle parti non commestibili e del germe, facendolo passare per una serie di cilindri rigati o lisci che spogliano il chicco strato per strato, in modo graduale, fino ad arrivare alla parte centrale amidacea.
Ad ogni passaggio di macinazione si ottiene uno sfarinato composto essenzialmente dallo strato del chicco che è stato levato.
Quando si arriva a macinare il cuore del chicco si ottiene la farina 00, la più raffinata.
Per ottenere una farina di tipo 0 o 1 o 2 o integrale si miscelano vari passaggi di macinazione in modo da ottenere il tenore in ceneri stabilito dalla legge.
Conosciamo alcuni tipi di grani antichi:In Italia esistono diverse specie di grani antichi, molti dei quali si sono formati spontaneamente in zone diverse per clima, temperatura, altitudine e tipologia di terreno.
Il più famoso è il farro e a livello nazionale anche:
il Saragolla,
la Tumminia,
il Gentil Rosso,
la Verna,
il Rieti,
il Grano Monococco,
il Senatore Cappelli.
Il più famoso è il farro e a livello nazionale anche:
il Saragolla,
la Tumminia,
il Gentil Rosso,
la Verna,
il Rieti,
il Grano Monococco,
il Senatore Cappelli.
![]() |
| Grano Antico Senatore Cappelli |
Parliamo del Gentil Rosso:
è una varietà antica di grano, che veniva coltivata in Italia ad inizio 1900 ed è stata per 30 anni il grano più coltivato in tutta la penisola.
Ha una spiga abbastanza alta con un colore, quando matura, tendente al rossiccio.
Fu poi sostituita in favore di grani più produttivi e dalla spiga più bassa.
Come tutti i grani antichi ha un buon tenore di proteine, ma poco glutine, quindi a livello di sviluppo del pane è minore rispetto ai grani moderni avremo però un pane ben profumato e saporito.
Uno studio su varietà europee di frumento tenero (confronto tra 36 moderne e 50 antiche coltivate fino ad un secolo fa ) ha evidenziato una maggiore presenza di gliadine responsabili della celiachia nelle varietà moderne rispetto a quelle antiche.
Le varietà nuove, proprio perché selezionate per un tipo di agricoltura intensiva, richiedono elevati apporti di concimi chimici per poter aumentare il contenuto proteico, che inoltre è meno digeribile e meno equilibrato dal punto di vista nutrizionale.
Nei grani moderni la selezione è andata orientandosi verso l’aumento di contenuto in glutine tenace, ovvero di quelle glutenine che resistono bene alle lavorazioni industriali del pane, mantengono la struttura ma sono poco digeribili.
è una varietà antica di grano, che veniva coltivata in Italia ad inizio 1900 ed è stata per 30 anni il grano più coltivato in tutta la penisola.
Ha una spiga abbastanza alta con un colore, quando matura, tendente al rossiccio.
Fu poi sostituita in favore di grani più produttivi e dalla spiga più bassa.
Come tutti i grani antichi ha un buon tenore di proteine, ma poco glutine, quindi a livello di sviluppo del pane è minore rispetto ai grani moderni avremo però un pane ben profumato e saporito.
Uno studio su varietà europee di frumento tenero (confronto tra 36 moderne e 50 antiche coltivate fino ad un secolo fa ) ha evidenziato una maggiore presenza di gliadine responsabili della celiachia nelle varietà moderne rispetto a quelle antiche.
Le varietà nuove, proprio perché selezionate per un tipo di agricoltura intensiva, richiedono elevati apporti di concimi chimici per poter aumentare il contenuto proteico, che inoltre è meno digeribile e meno equilibrato dal punto di vista nutrizionale.
Nei grani moderni la selezione è andata orientandosi verso l’aumento di contenuto in glutine tenace, ovvero di quelle glutenine che resistono bene alle lavorazioni industriali del pane, mantengono la struttura ma sono poco digeribili.
La differenza tra varietà moderne e varietà antiche per quanto riguarda il contenuto proteico non sta nella quantità ma nella qualità e nella varietà delle proteine: nei grani antichi è presente un’ampia gamma di proteine diverse, digeribili e nutrienti.
Nei frumenti moderni invece sono presenti pochi tipi di proteine ottimizzate per le lavorazioni industriali ma carenti dal punto di vista nutrizionale e pertanto difficilmente digeribili.
Inoltre le varietà antiche sono particolarmente ricche in sali minerali e metaboliti secondari.
Conosciamo alcuni tipi di Mais antichi:
Il mais appartiene alla famiglia delle Graminacee ed è una pianta annuale erbacea dal fusto o culmo diritto, di altezza variabile, da 2 a 3m.
Tipica pianta monoica (ovvero che porta sulla stessa pianta i fiori dei due sessi), all’estremità apicale del culmo porta il pennacchio cioè l’infiorescenza maschile, mentre all’ascella della quarta, quinta foglia dall’alto si trova l’infiorescenza femminile detta pannocchia costituita dal tutolo su cui si inseriscono ranghi di fiori che fecondati danno origine alle cariossidi.
La pannocchia è avvolta da un cartoccio di foglie modificate che vengono tradizionalmente utilizzate per legare le pannocchie e appenderle per l’essiccazione.
Ogni varietà di mais si differenzia sia per l’altezza della pianta sia per la morfologia delle pannocchie e delle cariossidi.
Le cariossidi delle varietà antiche sono a frattura vitrea quindi adatte per la produzione di farina da polenta.
La pianta è originaria dell’America Centrale dove costituiva la base dell’alimentazione delle popolazioni indigene, tra cui i Maja e Aztechi, che la chiamavano “pane della vita”.
Giunse in Europa in seguito ai viaggi di Cristoforo Colombo e fu inizialmente utilizzata come pianta ornamentale, per poi diffondersi, verso la metà del Cinquecento, come vera e propria coltivazione soprattutto nelle regioni Balcaniche appartenenti allora all’Impero Ottomano. In Italia arrivò dai vicini Balcani e da ciò potrebbe derivare il nome di “granoturco” con il quale è comunemente noto il mais.
Nell’arco del tempo, da un attento lavoro degli stessi agricoltori all’interno delle aree di coltivazione, vennero selezionate delle varietà alcune delle quali giungono fino ai nostri giorni, eccole in una breve descrizione:
Pignoletto: Mais piemontese con cariossidi a forma di goccia, lievemente appuntite. Esistono due ecotipi: il pignoletto giallo e il pignoletto rosso la farina di quest’ultimo ha un sapore marcato, con punte lievemente amarognole.
Marano: Mais veneto, ha pannocchie di forma cilindrica, non più lunghe di 20 centimetri, con ranghi a spirale regolare, cariossidi di un colore rosso tendente all’arancione e tutolo completamente bianco.
Bianco perla: mais veneto; le pannocchie sono affusolate e lunghe anche 25 cm con grandi chicchi vitrei, bianco perlacei e brillanti da cui si ricava la farina per la polenta bianca
Storo: mais trentino; chiamato anche “oro rosso di Storo” per il colore rosso ramato delle pannocchie.
Nelle regioni padane, particolarmente adatte alle sue esigenze pedoclimatiche, si diffuse rapidamente diventando base dell’alimentazione dei contadini di queste zone fino a circa la metà del secolo scorso.
Proprietà nutrizionali
La cariosside è costituita principalmente da amido, in minor misura da lipidi con acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi tra cui, in particolare, gli omega 3, fibra e alcune proteine, zeina e zeatina, che avendo un elevato contenuto di amminoacidi essenziali sono fondamentali per la formazione dei tessuti del corpo umano. Sono presenti anche sali minerali quali potassio, calcio, fosforo, magnesio, ferro, rame, zinco, e selenio e vitamine dei gruppi A, E e PP, sono invece meno rappresentate quelle dei gruppi B1 e B2.
Il colore della cariosside è dato dai carotenoidi, tra cui la zeaxantina che ha azione antiossidante.
La farina di mais essendo priva di glutine può essere utilizzata per l’alimentazione dei celiaci.
Con la macinatura delle cariossidi del mais si ottengono farine a diversa granulometria impiegate soprattutto nella preparazione di polente.
Dai nostri mais antichi si ottiene una farina gialla punteggiata di rosso e aranciato, di media finezza da cui si ricava una polenta ben strutturata, con un aroma intenso e un sapore deciso, con un retrogusto appena amarognolo per la presenza del pignoletto.










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